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Le normative per l’utilizzo delle reti wi-fi: tutto quello che devi sapere

11/01/18 17.12 / da Cdvi Wireless SpA

Eccoci arrivati all’ultima puntata sul tema wireless! Nei precedenti articoli abbiamo parlato del futuro del wi-fi e della sicurezza delle reti wi-fi, oggi invece ci occuperemo delle normative che regolamentano l’utilizzo delle reti connesse con questa tecnologia.

Riuscire a raccogliere informazioni e comprendere le norme e le discipline applicate all’uso del wi-fi è un’attività tutt’altro che semplice.
La normativa italiana in materia è piuttosto complicata e stratificata e soprattutto poco conosciuta, se non agli “addetti ai lavori”.
In generale possiamo affermare che per quanto riguarda il settore privato e le aziende, gli strumenti legislativi emanati dallo Stato sono ancora relativamente pochi, ben più numerosi invece sono quelli per il settore pubblico.

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Entriamo un po' più nello specifico

Come per tutti i sistemi che utilizzano trasmissioni radio per il loro funzionamento, l’utilizzo di apparecchiature wi-fi è regolamentato da specifiche disposizioni e normative.
In particolare l’utilizzo di apparecchiature 802.11 è regolato dal D.P.R. n° 447/01 entrato in vigore il 1° gennaio 2002.

 

Che cos’è un dispositivo 802.11?

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Il logo Wi-fi, che tutti conosciamo, è utilizzato per identificare l’insieme dei dispositivi che adottano gli standard tecnologici 802.11, ovvero quell’insieme di standard di trasmissione per le reti WLAN sotto forma di varie release, sviluppato dal gruppo 11 dell’IEEE 802 (la International Electrics and Electronics Engineers). I quali appartengono alla Wi-Fi Alliance, che raccoglie numerosi costruttori di hardware (come Cisco, Intel, Asus, Nokia, Netgear ecc).
La Wi-fi Alliance è un’organizzazione nata nel 1999 e formata da alcune delle industrie leader del settore con lo scopo di guidare l’adozione di un unico standard per la banda larga senza fili.

 

I decreti e le norme che hanno regolamentato l’utilizzo delle reti wireless dal 2000 ad oggi

Cercheremo di stilare un elenco breve ma esaustivo delle varie normative che si sono susseguite negli ultimi anni.

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Normativa del 2001

Nei primi anni 2000, il riferimento legislativo per l’utilizzo di apparecchiature che operano nelle bande di frequenza a 2,4 GHz e 5 GHz era dato dal Decreto DPR n° 447 del 5 ottobre 2001. Il quale stabiliva che tali frequenze potevano essere impiegate solo nell’ambito di LAN ad uso privato, mentre per connettere una WLAN alla rete pubblica occorreva un’autorizzazione generale del Ministero nonché il pagamento di un canone.
A partire dal gennaio 2002, tale decreto viene modificato per consentire l’utilizzo di dispositivi di WLAN che operano sulle bande di frequenza appositamente assegnate, senza più dover richiedere una connessione.

Decreto Gasparri del 2003

Il quadro regolamentare definitivo per l’utilizzo della tecnologia wi-fi in ambito pubblico è stato sancito dal cosiddetto decreto Gasparri del 28 maggio 2003, che regola le condizioni per il rilascio delle autorizzazioni generali per la fornitura al pubblico dell’accesso Radio-LAN alle reti ed ai servizi di telecomunicazioni.

Decreto Pisanu del 2005

Con il decreto nominato “Misure urgenti per il contrasto del terrorismo internazionale” del 27 luglio 2005, noto anche come Decreto Pisanu, alcune delle norme citate nei precedenti decreti sono state modificate.
Tale decreto era stato creato per una preoccupazione sempre maggiore a seguito degli attentati terroristici del 2001, e al suo interno, precisamente all’articolo 7, poneva alcuni obblighi supplementari di preventiva identificazione degli utenti, ai gestori di punti di accesso ad internet. Si trattava di procedure che permettevano di identificare l’utente, come la creazione manuale di account con associazione al numero di documento di identità dello user, oppure la validazione degli utenti via SMS o tramite carta di credito.
Nei cinque anni in cui è stato in vigore tale decreto si è rinnovato per ben tre volte, successivamente il Governo, con il decreto del 29 dicembre 2010 ha lasciato cadere alcuni dei vincoli normativi che penalizzavano le connessioni wireless in luoghi pubblici, liberizzando di fatto l’erogazione dei servizi wi-fi nel territorio nazionale.

Decreto Gentiloni del 2007

Con tale decreto i providers dovranno dotarsi di sistemi in grado di oscurare i siti che diffondono, distribuiscono o facciano commercio di immagini pedopornografiche, al fine di contrastare il fenomeno della pedopornografia in rete.
Tale provvedimento va a completare il percorso iniziato dieci anni prima con la legge 269/1998.

Decreto Milleproroghe del 2010

Con il decreto cosiddetto Milleproroghe (D.L. 29 dicembre 2010, n° 225 convertito poi con L. 26 febbraio 2011 n° 10), sono stati abrogati il quarto e il quinto comma dell’articolo 7 del decreto Pisanu, con il conseguente venir meno degli obblighi di preventiva identificazione degli utenti.
La scelta è stata poi definitivamente confermata con l’adozione del cosiddetto decreto del “Fare” (D.L. 21 giugno 2013 n° 69, convertito poi in L. 9 agosto 2013 n° 98), il quale ha liberalizzato l’accesso alla rete internet tramite tecnologia wi-fi, escludendo definitivamente qualsiasi obbligo di previa identificazione da parte degli users.

 

In conclusione

Quello che molti si chiedono è se sia giusto o meno continuare in questa direzione. Se questa quasi completa libertà di accesso alle reti wireless pubbliche non sia penalizzante ai fini della sicurezza.
E per quanto riguarda i gestori degli esercizi pubblici che dispongono di connessione wi-fi, ci si domanda se è giusto che non venga attribuita loro alcuna responsabilità, né sotto il profilo penale né civile, in caso di commissione di alcuni reati o di violazione di privacy o diritti d’autore da parte dei loro utenti.
Difficile rispondere, certo è che la normativa attualmente esistente in materia è piuttosto lacunosa, infatti sancire un “non obbligo” di responsabilità equivale di fatto a non disciplinare la materia oggetto di normazione.

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Per questo motivo, per i fornitori di accessi ad internet tramite wi-fi, sarebbe opportuno e consigliabile dotarsi di adeguati sistemi di sicurezza informatica e di identificazione del fruitore. E gli utenti delle reti wi-fi libere, non dovrebbero poter agire in totale anonimato, ma dovrebbero avere l’obbligo di previa identificazione per ottenere l’accesso.

Per concludere possiamo dire che negli ultimi anni l’orientamento della legislazione italiana è andato verso un regime di maggiore libertà da parte degli utenti e una minore responsabilità da parte dei gestori di hotspot, ma forse oggi questa direzione non è più così scontata.
Causa anche il dilagare del fenomeno terroristico, infatti, ci sono stati già diversi dibattiti circa l’opportunità di bloccare le reti wi-fi pubbliche, per esempio, in caso di emergenza in molti paesi europei.
Resta quindi da capire fin dove arriverà l’esigenza di controllo di Internet e della prevenzione dei reati commessi tramite il web, per poter garantire un sistema di sicurezza a livello pubblico completo.

Siamo arrivati al termine del nostro viaggio nell’ambito delle applicazioni wireless, se ti sei perso i precedenti articoli sul futuro del wi-fi e sulla sicurezza dell’utilizzo delle reti wi-fi, puoi rileggerli nel nostro blog.

Nel prossimo articolo invece parleremo di Erone – The Smart Living® e delle opportunità che offriamo attraverso i nostri corsi di formazione.

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Topics: tecnologia wireless, wi-fi, normativa

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