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Manutenzione degli impianti elettrici: tutto quello che devi sapere

05/04/18 16.54 / da Cdvi Wireless SpA

La manutenzione degli impianti elettrici, in particolare nei luoghi di lavoro, è un obbligo ben preciso, e si rifà direttamente ad una serie di regolamenti e disposizioni legislative.

Che cosa si intende per manutenzione elettrica?

Si può definire come l’insieme delle operazioni tecnico-gestionali volte a mantenere nel tempo, l’efficienza funzionale di una macchina o di un impianto nel rispetto delle norme di sicurezza.

La progettazione e la realizzazione di un impianto a regola d’arte, è ovviamente necessario ma non sufficiente, perché qualsiasi componente, anche se progettato e utilizzato correttamente non può mantenere inalterate le sue caratteristiche nel tempo.

Per questo è indispensabile una regolare e costante attività di manutenzione, che deve essere effettuata seguendo le diverse disposizioni legislative e regolamentari e le norme tecniche previste in questo settore, nonché dalle indicazioni e istruzioni del costruttore dell’impianto.

 

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Quali sono gli obiettivi della manutenzione?

  • Aumentare il tempo di durata e il buon funzionamento dell’impianto;
  • Ridurre la frequenza di guasti;
  • Aiutare a conservare gli standard di sicurezza e funzionalità previsti a progetto;
  • Mantenere le prestazioni e il livello di sicurezza iniziale degli impianti, cercando di contenere il normale e inevitabile degrado e invecchiamento dei diversi componenti;
  • Ridurre i costi di gestione dell’impianto, che sarebbero nettamente superiori in caso di guasto o danneggiamento per una mancata manutenzione.

 

I diversi tipi di manutenzione

Secondo la norma UNI 10147 le manutenzioni elettriche possono essere contraddistinte in:

  • Ordinaria: definita dall’art. 2 comma d del DM 37/08. Comprende interventi che devono essere eseguiti da personale tecnico qualificato ma che non richiedono necessariamente l’intervento di imprese installatrici abilitate. Un esempio comune può essere rappresentato dalla sostituzione di piccole parti o apparecchiature dell’impianto per via di una naturale usura;
  • Straordinaria: secondo la guida CEI 0-3 (Legge 46/90 – Guida per la compilazione della dichiarazione di conformità e elativi allegati) questo tipo di attività comprende gli interventi di rinnovo e/o sostituzione di parti dell’impianto in modo da riportarlo in condizioni ordinarie di utilizzo. Più nello specifico, parliamo di interventi di:
  •  Nuova installazione;
  • Trasformazione;
  • Ampliamento di un impianto.

Alcuni esempi di manutenzione straordinaria possono essere la sostituzione di un componente dell’impianto con un altro che ha caratteristiche diverse, la necessità di prove ed esami dei circuiti per la sostituzione di un componente o ancora l’aggiunta o lo spostamento di punti di utenza su impianti esistenti.

  • Correttiva o di necessità: si tratta semplicemente di lasciar funzionar l’impianto fino a quando non si presentano guasti, e poi viene riparato o sostituito;
  • Preventiva: quando l’intervento sul componente o sull’impianto viene fatto in anticipo per mantenerlo in un buon stato di salute. Sono quei interventi di manutenzione volti a “prevenire” guasti, disservizi o riduzioni di efficienza e di funzionalità dell’impianto;
  • Migliorativa: si tratta generalmente di piccole modifiche che non cambiano o incrementano il valore patrimoniale dell’impianto, ma hanno il solo fine di migliorarne le prestazioni e la sicurezza.

 

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La documentazione necessaria

Ogni impianto deve essere correttamente documentato come previsto dalla Norma CEI 64-8 art. 514.5.1 “Schemi elettrici”.

Devono essere forniti schemi, diagrammi e tabelle in accordo con la CEI 3-32 “Raccomandazioni generali per la preparazione degli schemi elettrici”, che devono indicare in particolare:

  • Il tipo e la composizione dei circuiti;
  • Le caratteristiche necessarie all’identificazione dei diversi dispositivi che fanno parte dell’impianto.

La documentazione minima necessaria dipende dal tipo di impianto e dalla sua complessità; in generale possiamo dire che la documentazione essenzialmente necessaria comprende:

  • Gli schemi elettrici di tutti i quadri sia di bassa che di media tensione;
  • Le planimetrie che indicano l’ubicazione dei quadri elettrici di comando e protezione con il percorso delle linee principali e secondarie;
  • Le planimetrie con indicate le varie utilizzazioni elettriche e relative potenze;
  • Il registro dei principali guasti rilevati durante l’esercizio dell’impianto;
  • Il registro delle operazioni di manutenzione eseguite sull’impianto;
  • Il registro delle verifiche eseguite e previste dalle leggi o norme vigenti;
  • Il registro dei dati delle fatture dell’ente distributore riguardanti l’energia attiva consumata, l’energia reattiva consumata, il fattore di potenza indicato e la potenza massima prelevata.

In caso di assenza di tale documentazione, si dovrà procedere alla sua compilazione tramite un professionista nel settore degli impianti elettrici con la collaborazione dell’installatore che deve effettuare la manutenzione e la collaborazione del personale interno dell’azienda che dovrà fornire tutte le informazioni sull’impianto utili ai rilievi.

Le attività di manutenzione sono importanti e fondamentali sia per ridurre eventuali sostanziali danni economici in caso di guasto completo dell’impianto ma soprattutto per una questione di sicurezza, sia negli ambienti di lavoro che in quelli residenziali.

 

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Topics: manutenzione ordiaria e straordinaria, impianto elettrico

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