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La storia della domotica: tra passato, presente e futuro

22/02/18 15.45 / da Cdvi Wireless SpA

Nel precedente articolo abbiamo visto come la domotica renda la nostra casa un ambiente più confortevole e vicino alle nostre esigenze.

Ora vediamo esattamente da dove nasce la domotica e perché è davvero importante per il futuro.

Da dove deriva la domotica?

Partiamo dall’inizio!

Le sue origini possono essere ricondotte a vari personaggi, tra i quali William Penn Powers, un costruttore edile del Wisconsin, che nel 1891 costituì la Power Regulator Company, antenata dell’attuale Siemens Building Technology. Si trattava di un’industria di regolatori di temperatura, nella quale venne introdotta per la prima volta la tecnologia nell’automatizzazione.

Powers ebbe un’idea rivoluzionaria, quella di creare un dispositivo molto semplice provvisto di un liquido che corrisponde ai cambiamenti di temperatura, capace di regolare l’apporto di energia ad un riscaldamento.

 

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Nel 1907 poi fu costruito a Chicago, il primo hotel dotato di un impianto di aria condizionata automatico, e negli anni 50, sempre negli Stati Uniti, si inizia a pensare in ottica di Building Automation, e viene realizzato il primo dispositivo di controllo multiplo di tutte le informazioni degli impianti presenti in diversi edifici, chiamato System 320. Questo sistema prevedeva già l’uso di un display a cristalli liquidi dal quale ricevere le informazioni sul funzionamento degli impianti in tempo reale.

 

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 Il Chrysler Building di New York in costruzione, 1929
I sistemi di controllo automatico furono forniti dalla Power Regulator Company.

                

Nel 1966, Jim Sutherland, ingegnere della Westinghouse Corporation, creò l’ECHO IV, l’Electronic Computing House Operator, il primo dispositivo di automazione ad applicazione domestica per il controllo della temperatura e di alcune apparecchiature elettroniche.
Sutherland chiese il permesso alla sua azienda di portare a casa alcuni pezzi dell'Echo IV (quando fu inventato occupava due metri quadri!), al quale collegò dei lettori di nastro di carta e altri dispositivi che aveva disposto in diverse stanze della casa. Aveva una tastiera nel salotto e una consolle in cucina, ricavata da una vecchia tastiera IBM e una telescrivente.
Sutherland riuscì a prevedere con una precisione incredibile come sarebbero state le Smart Home del futuro; la sua idea era quella di progettare un dispositivo che fosse in grado di regolare la temperatura della casa in base alle condizioni atmosferiche esterne e un computer da inserire nella dispensa della cucina che fosse in grado di sapere automaticamente quali prodotti servivano e che riuscisse a creare un menù con un specifico contenuto di calorie (quello che fanno gli attuali robot da cucina e alcuni elettrodomestici smart).
Insomma, fu un vero e proprio visinario in questo campo!

 

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La famiglia Sutherland.
Immagine da www.computerhistory.org 

 

Successivamente nel 1970, un gruppo di ingegneri della Pico Electronics, sviluppa una base di X10, uno degli standard industriali più utilizzati, ancora oggi, in Domotica, che sfrutta la linea elettrica per le sue trasmissioni.

Gli esperimenti si sono poi succeduti nel corso degli anni successivi, grazie anche agli ingenti investimenti delle industrie che in quei tempi erano intenzionate a sfondare in questo settore, dando vita ad uno sviluppo che continua ancora oggi.

 

La Domotica oggi

Attualmente il mercato della domotica è considerato uno dei più importanti nell’ambito dell’IoT, secondo solo a quello per la sicurezza.

Dagli Stati Uniti arrivano alcuni dati forniti dagli analisti di settore, che parlano di una spesa mondiale per “l’internet delle cose” che si aggira sui 674 miliardi nel 2017 e che si prevede raggiungerà quest’anno i 772 miliardii di euro, pari ad un incremento del 14,6%, di cui quasi 62 miliardi si concentreranno sulla casa intelligente.

Anche in Italia il mercato dell’ “Internet of Things” per la casa è in continua crescita; ha raggiunto nel 2016 i 185 milioni di euro, con una crescita sull’anno precedente del 23% e una costante crescita anche nell’anno 2017.

Nonostante ciò, i volumi del mercato in Italia non sono ancora quello che gli esperti del settore si aspettavano, ma il concetto di “Smart Home” sta diventando sempre più diffuso e concreto anche nel nostro paese.

 

Quale sarà il futuro?

Il capitolo sul futuro della domotica non possiamo ancora scriverlo! Come abbiamo visto in un precedente articolo, lo sviluppo delle tecnologie è molto rapido e difficile da prevedere.

È piuttosto evidente comunque che è un settore in continua espansione, e il motivo di questo crescente successo è dato dal fatto che oggi la domotica oltre ad essere utile, è diventata anche moto intuitiva, facile da usare e sempre più affidabile.
Elettrodomestici ed aparecchi elettronici "intelligenti" ogni giorno vanno a sostituire i dispositivi tradizionali.

 

robotic-chef-1.jpgUn robot per aiutare in cucina nella casa del futuro
Immagine da 
Techcrunch.com

 

Uno degli aspetti centrali di questo nuovo modo di vivere la casa è quello di vedere non più ogni spazio oppure ogni servizio ed elettrodomestico dell’abitazione come unico ed isolato, bensì vedere un ambiente integrato dove coesistenza diventa la parola d’ordine.

Grazie all’utilizzo di nuove tecnologie e nuovi standard potranno nascere anche nuove tipologie di servizi/prodotti per gli utenti.

Noi ci impegniamo ogni giorno per creare sistemi di automazione, di gestione e di controllo accessi che rendano gli edifici sicuri ed intelligenti, e per implementare le nostre conoscenze e le nostre tecnologie.
Se vuoi vedere i nostri prodotti, puoi scaricare direttamente il nostro catalogo.

 

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Topics: domotica

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